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In memoria di Hrant Dink

in Società

Il 19 gennaio del 2007 il giornalista turco armeno Hrant Dink fu assassinato davanti alla sede del suo giornale. Un omicidio che ha segnato la storia recente del paese perché intervenne in un momento di grande vivacità politica, sociale e culturale, scuotendo  brutalmente tutto l’eterogeneo e ampio ambiente della sinistra intellettuale e laica, di cui il giornalista era un esponente importante. 
Fondatore e redattore capo di Agos, unico giornale bilingue turco armeno, Dink era il simbolo della lotta intellettuale per il riconoscimento dei diritti democratici, un messaggio tenace di pace e giustizia. L’omicidio, compiuto nel 2007 davanti alla redazione del suo giornale per mano di un sedicente nazionalista all’epoca minorenne, apre uno spaccato nella storia della Turchia e viene fin da subito ricondotto ad un quadro più oscuro e complesso che non ha mai trovato una risoluzione. Hrant Dink, condannato a sei mesi di carcere per aver pubblicamente dichiarato di essere ‘un armeno di Turchia’, subì negli ultimi mesi della sua vita una campagna di linciaggio mediatico improntata sull’odio razziale a cui sono seguite minacce di morte fino al giorno della sua esecuzione. All’arresto dell’assassino Ogün Samast, sono subito seguite le richieste di indagini più profonde che chiarissero la responsabilità dei mandanti. Nel 2010 la Corte di Strasburgo ha condannato la Turchia per aver violato la Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo e le Libertà Fondamentali. In particolare, lo Stato turco è stato accusato di non aver protetto il giornalista pur conoscendo le minacce di morte che pendevano sulla sua persona e per non aver condotto un’inchiesta contro i responsabili dell’omissione. Attualmente sono sotto processo 85 persone, tra cui diversi ufficiali delle forze dell’ordine e della gendarmeria, accusati di essere al corrente del piano di omicidio prima che questo avesse luogo o per aver istigato l’omicidio. La figura e gli scritti di Hrant Dink irrompono in questo panorama di odio con la limpidità intellettuale di chi ha dedicato la vita al dialogo e alla convivenza tra i popoli. Durante il suo funerale una folla oceanica ha invaso le strade di Istanbul e in silenzio ha marciato per chilometri chiedendo pace e giustizia. Questa giustizia a distanza di 11 anni non è ancora arrivata.

Anche quest’anno, in occasione dell’11° anniversario dell’omicidio, come ogni anno, la fondazione Hrant Dink, chiama i propri sostenitori e la popolazione tutta a riunirsi di fronte al luogo dell’assassinio per ricordare Hrant, per reclamare i diritti e per continuare quella lotta in nome della pace che gli è costata la vita. 


Fotografie di ©Erge Yeksan
19 gennaio 2016, 9° commemorazione della morte di Hrant Dink.


 

In Italia nel 2008 è stato pubblicato il libro ‘L’ inquietudine della colomba. Essere armeni in Turchia’ (trad. Fabrizio Beltrami), una raccolta di articoli, interviste ed editoriali scritti da Hrant Dink negli ultimi due anni della sua vita.

L’ inquietudine della colomba. Essere armeni in Turchia di Hrant Dink

Trad. Fabrizio Beltrami
Guerini e Associati, 2008, pp. 153
ISBN: 88-8335-998-9
15,00 €