Turchia, cultura e società

La libreria Ezgi di Bursa, una casa per scrittori

in Scritture/Società/Spazi

In giro per librerie indipendenti / 2

Dopo Tarsus il viaggio per le librerie indipendenti della Turchia ci porta a Bursa, dove Nazlı Berivan Ak ha incontrato Edibe Usta Bayraktar, titolare della libreria Ezgi, che ci racconta la sua ultratrentennale esperienza da libraria che le è valsa nel dicembre 2018 il Premio per la Libertà di Espressione e di Pensiero assegnato ogni anno dall’Unione degli Editori di Turchia.


Intervista alla proprietaria della Libreria Ezgi, Edibe Hanım, che ha resistito con i libri nell’ombra del colpo di stato del 1980. Un incontro che segue anche i cambiamenti e le novità della città mostrando quale può essere il contributo di una libraria nel panorama culturale, nell’atmosfera della stessa. Con gruppi di lettura, incontri con gli scrittori, Edibe Hanım porta avanti da anni una lotta importante nella città facendo da ponte tra gli scrittori e i lettori. Molte tracce di quella che sarà la sua attività culturale sin dall’inizio della fondazione della libreria.

Vuole cominciare col raccontarci la storia della libreria Ezgi di Bursa? Come è cominciata la sua avventura di libraia?
Sai quando si dice “un libro può cambiarti la vita?” Ecco, questo lavoro ha cambiato non solo la mia, ma la vita di tutta la mia famiglia.
Sono la terza figlia di una famiglia che una settimana dopo il 12 settembre 1980 è dovuta trasferirsi da un villaggio della provincia di Artvin dove mio padre insegnava a Bursa. Prima di trasferirci io e mia sorella abbiamo sotterrato due sacchi di libri. Anni dopo sono voluta tornare a cercarli ma non sono riuscita a trovare il posto. Ho pensato che devono esserci molti cimiteri di libri nel nostro paese!
Quello è stato un periodo difficile per la nostra famiglia!
Dopo aver terminato il liceo dovevo cercare subito un lavoro. Nel 1984 sono entrata nella succursale della libreria Bursa Heykel per cercare un libro. Quando ho detto all’amico che lavorava lì che anch’io avrei voluto lavorare in una libreria, mi ha detto che cercavano personale nelle librerie del quartiere Altıparmak. All’epoca  la più grande e la più importante librerie, Haşet Kitabevi, era di proprietà di Ergin Altay, famoso traduttore dal russo. Sono corsa subito lì, Ergin Altay! Un uomo di grande sarcasmo. Mi ha fatto l’interrogatorio. E poi mi ha detto di andare l’indomani per cominciare a lavorare. Sapevo che quel giorno sarebbe cominciato non il mio lavoro ma la mia vita! E infatti quel lavoro ha deciso tutta la mia vita e quella della mia famiglia. Dopo due anni che lavoravo alla libreria Haşet ho continuato per sei mesi alla libreria Gürün, piena di libri politici dell’epoca e di brevissima durata.

Edibe Hanım

Nel 1986 assieme a Mehmet Oymak che ora continua la sua attività con la libreria Ekin, abbiamo fondato Ezgi nel Burç Pasaj sempre a Altıparmak. Abbiamo costruito gli scaffali e pensato a come riempirli. Abbiamo acquistato una vecchia fotocopiatrice. Conoscere bene cosa sia la miseria e tuttavia avere il coraggio per fondare un’attività, è tipico della nostra generazione! Sarei andata a comprare libri a Istanbul. I distributori mi conoscevano avendo lavorato da Haşet, ma non bastava. Servivano soldi. In quei giorni mio fratello Ömer era ricoverato all’ospedale, mia madre lo assisteva. Aveva appena venduto uno dei nostri montoni, le ho chiesto quei soldi. “Spero che questi soldi ti siano di aiuto figlia mia” mi disse, e così con i soldi del montone sono andata a Istanbul a comprare libri da diversi distributori, Evrim, Cemmay, dalla libreria Filiz e Der. Ho trasportato numerosi cartoni tra Beyazıt e Cağaloğlu… Anche gli sconosciuti vedendomi trasportare tanti pacchi mi aiutavano. All’epoca ero una ragazzina minuta piccola e nera! Avevo 20 anni. La società con Mehmet Oymak durata due anni si è conclusa quando il giro di affari si era un poco allargato e mio fratello maggiore, tornato dal militare, si è unito all’attività. Il lavoro cominciato dopo il 1988 con mio fratello e Orhan Usta in uno spazio di 10 metri quadri nel Burç Pasaj oggi lo portiamo avanti in uno spazio di 1000 metri quadri. Nel 1992 il Burç Pasaj è stato bombardato. I nostri negozi, i nostri libri hanno preso fuoco o sono stati allagati dalle autopompe dei pompieri. Abbiamo cominciato a vendere quelli che eravamo riusciti a salvare su un banchetto di fronte al negozio. Poi per continuare il lavoro abbiamo fatto una mostra al Festival di Dikili e aperto uno stand al Festival di Inegöl. Lì hanno sparato gas e dato fuoco al nostro stand… Nel 1993 abbiamo aperto uno stand anche a Altınoluk sul golfo di Edremit,  per superare le difficoltà economiche. E da lì abbiamo continuato a aprire uno stand ogni estate. Nel 1996 abbiamo affittato un negozio e continuato in uno spazio chiuso. Adesso quello spazio continua a ospitare la più grande libreria di Edremit…
 
Vorrei parlare un po’ della parte editoriale…
Nel 1991 abbiamo cominciato la nostra vita editoriale assieme ai professori della Akademi di Bursa, i libri che pubblicavamo erano libri di testo utilizzati nelle università non solo di Bursa ma di tutta la Turchia, poi hanno fatto seguito libri di apprendimento che continuiamo a stampare. Gli anni in cui abbiamo fondato la libreria seguivano il periodo di oppressione del 12 Settembre perciò eravamo di fronte a una seria persecuzione da parte della polizia. Libri e riviste venivano perquisiti di continuo. Intimidazioni, chiamate a deporre… Insomma voglio dire che in quel periodo niente era fatto secondo un programma, un progetto, un disegno o un investimento. Si prendevano precauzioni a seconda delle condizioni e si faceva ciò che le condizioni richiedevano di giorno in giorno per mandare avanti l’attività. Fino a oggi siamo andati avanti in questo modo. Ora cerchiamo di avere una maggiore pianificazione del lavoro. Ciò che richiedono le condizioni!
Molti professori dell’Accademia dopo le lezioni passavano senz’altro in libreria, bevevano un tè, guardavano i nuovi libri e ne prendevano alcuni. Le lezioni proseguivano con gli studenti nella nostra libreria, parlavano. La libreria Ezgi era diventata la seconda aula magna dell’Accademia. C’era davvero un ambiente sociale e culturale straordinario. E per lunghi anni è andata avanti così. Nel 2010 siamo stati la prima libreria a lasciare il Pasaj. La città cresce, si allarga, accoglie nuove persone. Quando molte cose cominciano a prendere forma al di fuori di te, bisogna trasferirsi dove esistono le condizioni favorevoli per continuare il proprio lavoro. Così ci siamo trasferiti aprendo una nuova sede a Nilüfer nella provincia di Bursa. Abbiamo creato uno spazio più largo, più accogliente, che include anche una caffetteria, davanti a noi avevamo un bel parco verde, il Difan Park. Nel 2015 ci siamo trasferiti definitivamente nel quartiere di Altıparmak. Inoltre a Nilüfer abbiamo fondato una libreria straordinariamente bella e piacevole al Centro Podyumpark. E tutto questo è stato realizzato con le nostre possibilità, il duro lavoro, i crediti commerciali del settore. Adesso proseguiamo la nostra attività con le migliaia di libri, riviste, articoli di cartoleria delle nostre librerie.
 
Quali sono stati i primi libri che ha venduto, se lo ricorda?
Non ricordo i primissimi titoli venduti ma ricordo che nel 1986 il libro più venduto è stato quello della cara Duygu Asena, “La Donna non ha nome”, seguito da “La sera che ha sfiorito la rosa!” di Erdal Öz e naturalmente “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Milan Kundera…

Libreria Ezgi al Podyumpark

 

So che la libreria Ezgi da molta importanza agli incontri con gli scrittori, ai firmacopie e a altri eventi di presentazione, che riposta c’è a questo tipo di attività?
La libreria Ezgi a Bursa è quella in cui si realizzano più incontri con gli scrittori.  Un’attività cominciata nel 1988 che tuttora portiamo avanti. Solo per citare alcuni degli autori che sono stati ospiti da noi ricordo Aziz Nesin, Erdal Atabek, Necdet Şen, Yalçın Küçük, Mahmut Makal, Asım Bezirci, Murathan Mungan, Hasan Kıyafet, Ahmet Telli, Vedat Türkali, Ayşe Kulin, Adalet Ağaoğlu, İnci Aral, Nezihe Meriç, Ahmet Taner Kışlalı, Soner Yalçın, Can Dündar, Tuna Kiremitçi, Emrah Serbes, İsmail Saymaz, Mahir Ünsal Eriş, Sezgin Kaymaz, Hasan Ali Toptaş, Banu Avar, Hakan Bıçakcı, Üstün Dökmen, Doğan Cüceloğlu, Onur Öymen, Emre Kongar, Fikret Hakan, Ahmet Ümit, Nermin Yıldırım, Burhan Sönmez, Enver Aysever, Ece Temelkuran, Ercan Kesal! Ne dimentico certo qualcuno…
Il firmacopie di Aziz Nesin è durato due giorni! Poi si è ammalato dalla stanchezza…  Cerchiamo di fare quanti più incontri possiamo. Il 15 dicembre 2018 abbiamo ospitato una grande penna della letteratura contemporanea come Latife Tekin. Gli incontri accolgono sempre un nutrito pubblico. Certo parliamo di un periodo di 35 anni, i primi eventi e i primi firmacopie avevano un grande successo. In quegli anni in questo campo c’erano molti vuoti da riempire. Ma posso dire che ogni evento che facciamo riscuote un discreto successo.

Ci sono scrittori o case editrici che i lettori attendono?
Certo. Le librerie come la nostra hanno lettori abituali e ci sono certi scrittori e case editrici che i nostri lettori seguono costantemente. E noi li conosciamo, appena entra quel lettore gli suggeriamo le nuove uscite che possono interessargli.
 
Possiamo dire che la libreria Ezgi è anche un punto fermo per gli scrittori locali? Gli scrittori si fanno consigliare per pubblicare un libro, condividere i loro testi?
A questo proposito Bursa è molto più avanti rispetto ad altre città. Abbiamo davvero molti scrittori e poeti nella nostra città. Quasi tutti frequentano la nostra libreria, parlano, rilasciano interviste. Anche le riprese televisive, i firmacopie, le interviste vengono fatte qui. Possiamo dire che si tratta di un sostegno reciproco.
 
Come vede le librerie indipendenti? In generale quali sono secondo lei le difficoltà e i problemi più grandi per le librerie indipendenti?
A dire il vero le librerie indipendenti non le vedo, le vivo. Le librerie devono essere fondamentalmente indipendenti. Le grandi catene commerciali, che non chiamo librerie, sono posti dove ogni cosa viene decisa dall’alto, che manca di creatività, costruita su grandi capitali e che secondo me non hanno niente a che fare con il mestiere di libraio. La libreria Ezgi è la casa dei libri, la casa degli scrittori. I clienti che vengono in libreria, vengono per l’odore dei libri, il calore dell’ambiente, gli scrittori per strizzare l’occhio ai lettori. Qui si respira un’aria diversa!
 

Che influenza hanno le fiere del libro?
Siamo una libreria che partecipa da anni alle fiere del libro. Bursa, Istanbul, Ankara, Adana, Izmir, Kocaeli… Negli ultimi due anni abbiamo partecipato però solo a quelle di Bursa e Kocaeli. Fondamentalmente la fiera è una grossa organizzazione pensata per presentare il prodotto e definire i punti vendita dei prodotti. Ma le fiere del libro restano fuori da questa logica, sono un grosso spazio di vendita al dettaglio. Noi crediamo che le fiere influiscano positivamente sulle vendite delle librerie, sono un luogo che permette a molte più persone di venire a contatto con i libri, diffondono il libro tra un pubblico più vasto e aumentano la diversificazione dei lettori. Perciò sono importanti.
 
Da lungo tempo si discute del prezzo fisso dei libri. Vorrei conoscere la sua idea in proposito.  
A dire il vero in quanto titolare di una libreria indipendente ero stata invitata a una riunione per discutere della questione, ma non ho potuto partecipare per ragioni personali. Non so certo come il prezzo fisso possa diventare legge, ma nel nostro paese ci sono molte difficoltà ad applicarlo. Resta da vedere come questa situazione influenzerà il nostro settore. Bisogna capire come poter ovviare agli sconti fatti dai siti internet. Anche per i libri di contrabbando è stata approvata una legge ma le cose non sono molto cambiate. Ovunque la vendita di libri di contrabbando è cospicua. Noi siamo librerie che pagano affitti molto cari, cercano di dare stipendi quanto più possibile alti ai propri collaboratori, pagano le assicurazioni e le tasse. Di fronte a tutto questo è necessario realizzare e applicare urgentemente misure legali perché queste situazioni fuori controllo siano eliminate. Altrimenti ogni giorno una libreria scomparirà.
 
I vostri scaffali di riviste sono molto ricchi. Le numerose riviste di letteratura e cultura popolare degli ultimi tempi, in che modo influiscono sull’abitudine del lettore di comprare libri?
Nella nostra libreria ci sono riviste di vario genere, le più vendute sono quelle di letteratura. Come per i libri anche le riviste hanno lettori di diverso profilo. Certamente i lettori di riviste si indirizzano verso il genere di scrittura che prende posto in quelle riviste.

Ogni libraio ha una lista dei libri più venduti diversa rispetto ai bestseller del momento, e mi sembra che abbiate anche una lista di long seller. Quali sono i vostri libri più venduti di sempre?
La via per essere un buon lettore, passa dall’essere amico di un buon lettore. Noi vogliamo che quando un lettore cerca un libro, un altro gli strizzi l’occhio. Cerchiamo di fargli conoscere scrittori che non conosceva.  I libri più venduti dalla libreria Ezgi degli ultimi anni hanno mostrato sempre qualche differenza con i best seller. I nostri libri più venduti non sono molto in armonia col mercato dei libri. Ad esempio Sezgin Kaymaz, Ihsan Oktay Anar, Hasan Ali Toptaș, Isabel Allende, Gabriel Garcia Marquez sono libri che vendiamo sempre molto e che vengono consigliati. Certo questi sono solo i primi che mi vengono in  mente, o almeno i miei preferiti… Instauriamo sempre relazioni con i lettori, condividiamo, consigliamo letture, da anni è questo il nostro modo di lavorare. In particolare nei primi anni 2000 abbiamo fondato un gruppo di lettura di cui anch’io facevo parte. Eravamo solo donne, ci chiamavamo “Le ragazze del libro”. Ogni mese sceglievamo un libro e ci incontravamo la sera dell’ultimo lunedì del mese per parlarne, condividere le nostre opinioni. Il nostro gruppo di lettura è stato il punto di partenza per la diffusione di numerosi gruppi di lettura in tutta la città.
 
In che modo l’inflazione degli ultimi tempi ha influenzato le vendite di libri? Possiamo dire che un lettore fedele continua a comprare libri a qualunque condizione?
La crisi economica colpisce in primo luogo il nostro settore, questo lo sappiamo. Ma crediamo che l’aumento dei prezzi degli ultimi tempi sia stato sfruttato da alcune case editrici che ne hanno approfittato. Hanno davvero esagerato! Lo sappiamo, e non lo troviamo giusto. Ma il lettore fedele… Compra sempre un libro! Addirittura in tempi di crisi, ne compra persino di più!
 
Cerco di fare in modo che le interviste che faccio siano utili ai professionisti del libro. Con che frequenza i rappresentanti delle case editrici, i distributori vi fanno visita? Arrivano suggerimenti da parte loro? Riescono a farvi arrivare nella maniera giusta le nuove uscite, i libri che ritengono importanti?
La libreria Ezgi dal 1986, in ogni luogo in cui ha svolto la sua attività, è stata un ponte importante perché gli scrittori e le case editrici raggiungessero i lettori. Rappresentanti di case editrici e distributori vengono spesso a farci visita. Anche se vengono per lo più per gli incassi abbiamo l’occasione di parlare con loro dei problemi del settore e riferire loro le nostre proposte. I canali di distribuzione funzionano molto bene. I nuovi sistemi di approvvigionamento dei libri sono molto efficaci. Alcuni distributori riescono a consegnarci per l’indomani mattina i libri che abbiamo ordinato la sera precedente a tarda ora. E questo per noi è un grande vantaggio.
 
La ringrazio per l’attenzione Edibe Hanım, spero che le nostre strade si incrocino di nuovo.
Sono io a ringraziare. Abbi cura di te.


L’intervista integrale è stata pubblicata il 18 aprile 2018 sul portale di letteratura Kitap Eki. Si ringrazia Nazlı Berivan Ak per la concessione.

Traduzione di G. Ansaldo

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