Turchia, cultura e società

  • FHJFRHJKF.png
    Almila Kuş
  • Alp_Şeker.jpeg
    Alp Şeker
  • FHFHF.png
    Arzu Haşlak
  • Ayla_Güvenç_İmir.jpeg
    Ayla Güvenç İmir
  • Burcu_Şafak.jpeg
    Burcu Şafak
  • RFQE.png
    Kamile Kurt
  • Mehmet_Ali_Yükselen.jpeg
    Mehmet Ali Yükselen
  • 07_HGKJ.png
    Özge Yüksel
  • Safa_Baran_Öcal.jpeg
    Safa Baran Öcal
  • Selen_Özer_Günday.jpeg
    Selen Özer Günday
  • Sinem-Erdoğan.jpeg
    Sinem Erdoğan
  • GHGHGH.png
    Tansel Atasagun

Nei giorni del Corona

in Fotoreportage

Korona Günlerinde Fotoğraf (Fotografie nei giorni del Coronavirus) è un lavoro collettivo lanciato da un gruppo di fotografi turchi con l’obiettivo di creare una memoria visiva di uno dei periodi più critici dell’ultimo secolo. Il progetto è nato durante i giorni delle prime e controverse misure di isolamento applicate dopo il mese di marzo per la pandemia, che ha causato un radicale sconvolgimento della vita quotidiana e una devastazione a livello economico, sociale e psicologico in tutto il mondo e anche in Turchia.

Il progetto è cominciato il 3 marzo dopo aver ultimato una serie di preparativi; ha coinvolto 360 fotografi che hanno risposto a 19 appelli a partecipare e ha visto la collaborazione di 33 photoeditor. Per due mesi questi 360 fotografi, provenienti dalla Turchia e da dieci differenti città della Germania, dell’Azerbaijan, della Francia, della Finlandia, dell’Inghilterra, del Canada e del Kosovo, hanno fotografato le ripercussioni sociali e personali della pandemia.

Una parte importante delle storie visuali e fotografie singole è stata pubblicata sul sito a partire da mercoledì 1 luglio. Secondo gli ideatori grazie alle fotografie si offre la possibilità di: osservare con le fotografie i tempi di “isolamento” che abbiamo attraversato; registrare le nostre preoccupazioni, speranze, emozioni e paure; rendere visibile la nostra volontà di sopravvivere e le nostre iniziative di solidarietà; creare una memoria visiva collettiva; ripartire da noi in questo periodo che non sappiamo né quando né come finirà in un mondo che abbiamo creato alienandoci dalle creature viventi e dalla natura. Queste immagini possono infatti essere utili per renderci conto di tutto ciò che solitamente non vediamo, non guardiamo, dei nostri sogni, sentimenti e ricordi, per guardarci più dall’interno; per rivivere, trovando un contatto attraverso le immagini, le belle sensazioni di cui abbiamo sentito la mancanza; e per aprire la strada alla creatività e libertà di espressione. Tutte le storie e diversi aggiornamenti saranno accessibili fino alla fine di luglio.

Questo grande lavoro di memoria visiva, che comprende circa 6 mila fotografie individuali e oltre 200 storie visuali, rende più facile ricordare e riflettere sugli effetti del confinamento in casa, sulle condizioni di chi è costretto a lavorare, sul distanziamento nelle strade, sulle nuove abitudini e sulle riflessioni interne ed esterne di questo periodo.

 

 

 

Latest from Fotoreportage

The dispossessed

“Qui non sono né proprietario né affittuario, sono solo un ospite per
Go to Top