Turchia, cultura e società

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Redazione

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Il Newroz a Diyarbakır tra festeggiamenti e detenzioni

in Società/Spazi
celebrazioni del Newroz

Ieri nella città di Diyarbakır la festa conclusiva del Newroz ha visto la partecipazione di un migliaio di persone, secondo quanto dichiarato dagli organizzatori. Le celebrazioni erano cominciate il 15 marzo, con lo slogan “Rabe dema azadî û serkeftinê ye” (Alzati, è tempo di libertà e vittoria). L’intero periodo di festività è stato caratterizzato da…

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La Turchia che cambia, un viaggio letterario

in Scritture/Spazi
La Turchia che cambia

Italia | Mondo – Mappe illustrate di Paesi che raccontano è una newsletter curata dall’autrice e sceneggiatrice Francesca Ceci che esplora il mondo attraverso le voci di scrittori, scrittrici e personaggi letterari. Abbiamo contribuito al numero di questo mese, dedicato a Istanbul, con un testo sulle trasformazioni che hanno coinvolto la città e altre aree…

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Terremoto / Dossier, un anno di macerie

in Brevi/Società/Spazi
dossier terremoto

È passato poco più di un anno da uno dei terremoti più devastanti degli ultimi tempi, quello al confine tra la Siria e la Turchia. Fin dai primi giorni abbiamo cercato di documentare l’entità dell’evento attraverso varie formule: con analisi di approfondimento subito dopo la catastrofe, con appelli e manifestazioni a sostegno delle zone terremotate che…

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Terremoto / La regione colpita nell’anniversario del sisma

in Società
sisma Gaziantep Kahramanmaraş Antakya

Gaziantep / Kahramanmaraş / Antakya Domenica 4 febbraio 2024, mancano meno di 48 ore all’anniversario del terremoto del 6 febbraio 2023 che ha devastato il sud-est del paese. Atterriamo all’aeroporto di Gaziantep, città situata vicino al confine con la Siria, conosciuta per la sua cucina e per la sua storia millenaria. Ci dirigiamo verso il…

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La letteratura di Burhan Sönmez a Torino

in Brevi/Eventi/In Italia
torino

Venerdì 23 febbraio il Circolo dei lettori di Torino ospiterà un incontro su Pietra e Ombra, il romanzo di Burhan Sönmez edito da Nottetempo e già candidato al Premio Strega Europeo 2023. A dialogare con il traduttore Nicola Verderame, che cura per Kaleydoskop la rubrica Versi, sarà il giornalista Alessandro Mantovani. L’evento si inserisce in…

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Terremoto / Un anno dopo la fine del mondo

in Fotoreportage
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    Tevekkeli è il villaggio, distante 20 km dalla città turca di Kahramanmaraş, epicentro del terremoto definito “il disastro del secolo” che, alle ore 4.17 del 6 febbraio 2023, ha colpito il sudest della Turchia e il nord della Siria. Il punto dove la terra ha cominciato a rompersi creando una faglia di quasi 300 chilometri. Il sisma di magnitudo 7.8 sulla scala Richter ha causato, secondo i dati ufficiali dei governi turco e siriano, 58.000 vittime.
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    Un anno dopo la tragedia, a Tevekkeli, una famiglia di pastori sopravvissuta al terremoto svolge il lavoro quotidiano con il proprio gregge di capre.
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    Il Kangal è un cane pastore di grandi dimensioni, originario dell’Anatolia centrale, utilizzato per la guardia del bestiame. I collari di punte di ferro - che gli conferiscono un aspetto particolarmente aggressivo - sono utilizzati per evitare che durante gli eventuali scontri coi lupi (o con i sui simili) il cane sia attaccato al collo e perda la vita.
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    Elif (55) e Mehmet (60) sono agricoltori e vivono a Tevekkeli. La loro casa è inagibile perché fortemente danneggiata dal sisma. Ora stanno dentro a un container che hanno comprato con i propri risparmi, senza supporto pubblico.
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    A Kahramanmaraş si respira polvere di cemento armato. Le ruspe e i bulldozer distruggono la moltitudine di palazzi sbriciolati dal terremoto, dispedrdendo nell’aria una nube di calcestruzzo. Gli idranti cercano di contenere il fenomeno ma è come tentare di spegnere un incendio con un bicchiere d’acqua.
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    Hakan (43) è nato a Kahramanmaraş e qui, dopo il terremoto, ha perso tutto ciò che aveva. Ha perso due figlie, una di 19 e un’altra di 14 anni, un fratello minore, la casa - ovviamente - ma anche il lavoro. Faceva la guardia giurata; ora ha trovato un posto da operaio in una fabbrica della zona. Quanto abbiamo vissuto non è descrivibile - dice - ma, ciò che è peggio, è che non importa a nessuno, siamo rimasti da soli.
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    Tra mille difficoltà, la vita riprende anche ad Antiochia, forse la città più duramente colpita dal terremoto. Simbolo della resilienza di questo luogo è il suo storico mercato coperto che ha riaperto i battenti. Qui le molteplici culture che hanno reso ricca la città (greca, persiana, araba e turca) si esprimono nella varietà dei prodotti della cucina locale. Chiudendo gli occhi e respirando l’odore del cibo, per qualche istante, si può provare la vana illusione che non sia successo nulla.
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    Quasi la metà delle vittime turche del terremoto sono state registrate, secondo i dati ufficiali, nella zona di Antiochia (23.000). Non è la prima volta che l’antica città viene colpita e distrutta da un grande evento sismico. Avvenne nel 115 d.C., nel 525 d.C. e nel 1872. Il centro urbano risulta gravemente danneggiato; importanti edifici storici non saranno mai più come prima. Tra questi, la chiesa sede del Patriarcato Greco-Ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente e la moschea Habib’i Neccar.
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    Padre Francis Dondu, frate cappuccino di origine indiana, è il parroco della chiesa dei Santi Pietro e Paolo ad Antiochia. Lui stesso, sopravvissuto al sisma, aiuta la comunità cristiana locale, ma non solo, a superare i traumi della tragedia.
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    L’albero di Mosè è un platano che si trova nel distretto di Samandağ in provincia di Hatay. Si ritiene abbia 3000 anni di storia. A dispetto del fatto che la zona sia stata una delle più colpite dal sisma, non è stato danneggiato; si dice grazie anche all’aura mistica che lo circonda. Narra infatti la leggenda che la pianta sia nata dal bastone del profeta Mosè che lo aveva piantato al suolo per abbeverarsi presso una vicina fonte, da allora chiamata “acqua dell’immortalità”.
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    La spiaggia di Samandağ, a pochi passi dal confine siriano.
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Il villaggio di Tevekkeli, distante 20 km dalla città turca di Kahramanmaraş, è l’epicentro del terremoto definito “il disastro del secolo” che alle ore 4.17 del 6 febbraio 2023 ha colpito il sudest della Turchia e il nord della Siria. Il punto dove la terra ha cominciato a rompersi creando una faglia di quasi 300…

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“Merhaba aşkım!”: il ritorno del Trans Pride di Istanbul

in Brevi/Società
trans pride

Sabato 10 febbraio, nell’affollata via Bahariye nel centro di Kadıköy, si è svolta una manifestazione organizzata dal comitato del Trans Pride di Istanbul. La manifestazione era stata indetta, a pochi giorni dal primo anniversario del terremoto e nel corso della campagna elettorale per le amministrative, per esprimere il punto di vista del movimento trans su…

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Terremoto / La resilienza di Antakya un anno dopo il terremoto

in Società/Spazi
resilienza Antakya

Esattamente un anno fa, nella notte tra il 5 e il 6 febbraio, la vasta regione del sud-est della Turchia e nord della Siria veniva colpita da due violente scosse di terremoto che avrebbero causato migliaia di morti, feriti e sfollati. Nei giorni e nelle settimane successive abbiamo dato copertura delle notizie dalla zona concentrandoci…

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Can Atalay rimosso dall’incarico di parlamentare

in Società
Can Atalay

Can Atalay, avvocato e politico, coinvolto nel processo Gezi per aver difeso la Camera degli Architetti e la piattaforma Taksim Solidarity, condannato a 18 anni nella terza udienza, era stato eletto parlamentare alle ultime elezioni di maggio 2023. Ora questo incarico, che Can Atalay non ha mai potuto svolgere trovandosi in carcere, è stato annullato.…

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Metin Altıok – Quattro poesie

in Versi
Metin Altıok cyop&kaf

Prologo – I pioppi Il mio corpo trema di freddo, geme il cuore  Ah quei pioppi, quei pioppi… Con forbici affilate M’hanno ritagliato da una vecchia foto. Metà della guancia è rimasta là A completarsi col vuoto. Sulla mia spalla una mano mozzata che sanguina senza mai fine. Ah quei pioppi, quei pioppi… Il dolore…

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