Turchia, cultura e società

Metin Altıok cyop&kaf

Metin Altıok – Quattro poesie

in Versi

Prologo – I pioppi

Il mio corpo trema di freddo, geme il cuore 
Ah quei pioppi, quei pioppi…
Con forbici affilate
M’hanno ritagliato da una vecchia foto.
Metà della guancia è rimasta là
A completarsi col vuoto.
Sulla mia spalla una mano mozzata
che sanguina senza mai fine.
Ah quei pioppi, quei pioppi…
Il dolore mi bracca, alle spalle il suo fischio.

 

Öndeyiş – Kavaklar

Bedenim üşür, yüreğim sızlar.
Ah kavaklar, kavaklar…
Beni hoyrat bir makasla
Eski bir fotoğraftan oydular.
Orda kaldı yanağımın yarısı,
Kendini boşlukla tamamlar.
Omzumda bir kesik el,
Ki durmadan kanar.
Ah kavaklar, kavaklar…
Acı düştü peşime ardımdan ıslık çalar.

 

Cado in un sogno

Talvolta sono seduto
E affondo in me stesso
Nella caligine del mio passato.
Traccio cerchi sempre più ampi
In un’immagine tra veglia e sonno.

Cado, pietra nel tuo lago

Mentre tu parli senza sosta
Trovi rifugio in parole svuotate,
Fuggendo da te
Con la malinconia che ulula.
In ansia vai incontro alla notte.

Cado, lacrima nel tuo occhio.

 

Düşerim

Bazan oturduğum yerde
Kendikendime dalıp giderim,
Bulanık geçmişimle.
Genişleyen halkalar çizerim,
Bir düşün uyanık imgesine.

Gölünüze taş düşerim.

Sizse hep konuşursunuz
Sığınıp kof sözlere,
Kaçarak kendinizden
Uğuldayan hüznünüzle.
Telâşla geceyi bulursunuz.

Gözünüze yaş düşerim.

 

Cognac, libro e caffè

In un giardino solitario di settembre
Bicchiere di cognac, libro e caffè
Siedo perso nei pensieri
Il vento d’autunno soffia tra le pagine
Col suo respiro che profuma d’erba.

Volta le pagine in fretta
Le lettere le scaglia
Sotto i miei occhi
Le strappa a chissà quali parole
Forse a migliaia, piccole e grandi.

In fretta richiudo la copertina
La premo con la mano.
Mi guardo attorno, tutto in ordine;
In un giardino solitario di settembre
Bicchiere di cognac, libro e caffè.

 

Konyak, Kitap ve Kahve

Tenha bir eylül bahçesinde
Bir bardak konyak, kitap ve kahve
Otururken dalmış kendi kendime,
Güz rüzgârı geçiyor kitabımın içinden
Ot kokan nefesiyle.

Hızla çevirerek sayfalarını
Savuruyor bütün harfleri
Gözlerimin önünde,
Koparıp kimbilir hangi sözlerden
İrili ufaklı belki binlerce.

Telâşla kapatıyorum kapağını kitabın
Bastırıp üstüne elimle.
Bakıyorum herşey yerliyerinde;
Tenha bir eylül bahçesinde
Bir bardak konyak, kitap ve kahve.

 

Epilogo

Sono anni che vagabondo qui e là
Pernottando in hotel da quattro soldi.

Ho portato con me ago e filo
Senza riuscire a mettere ordine.

Certo, nella mia vita le donne ci sono state
Le ho perdonate tutte tranne una.

Mi son messo alla prova con dolori corrisposti
Ho sempre creduto a morte e amore.

Una cosa però mi disturba:
Questo nome posticcio, che cozza col mio viso.

 

Sondeyiş

Dolaştım yıllardır şurda burda,
Ucuz otellerde kaldım.

İğne iplik taşıdım yanımda,
Bir düzen tutturamadım.

Kadınlar da oldu elbet yaşamımda,
Biri hariç hepsini bağışladım.

Sınadım kendimi karşılıklı acıyla,
Ben hep ölüme ve aşka inandım.

Bir şey var dokunur bana;
Yüzüme uymayan iğreti adım.

trad. Nicola Verderame

Immagine di copertina: cyop&kaf


Metin Altıok poetaMetin Altıok (Bergama, 14 Marzo 1940 – Sivas, 9 Luglio 1993) è stato un poeta turco di fede alevita che, assieme a trentaquattro altri intellettuali, ha perso la vita nel tristemente noto rogo di Sivas, appiccato nel luglio 1993 da una folla di islamisti all’Hotel Madımak, dove si teneva un festival culturale.

Metin Altıok era nato a Bergama, nella regione di İzmir, aveva studiato Filosofia all’Università di Ankara e aveva poi lavorato come impiegato pubblico e in seguito come insegnante in varie città anatoliche. Per molti anni aveva lavorato nella scuola religiosa (İmam Hatip) di Bingöl.

Altıok pubblica la sua prima raccolta di poesie intitolata Gezgin (Il vagabondo) nel 1976, a cui seguiranno altre nove raccolte fino al 1992. Riceve numerosi premi letterari nella sua carriera, compreso nel 1990 il Premio di Poesia Cemal Süreya. Nel 2003, il noto compositore turco Fazıl Say ha dedicato all’amico Altıok, nel decennale dell’uccisione, l’oratorio Metin Altıok Ağıtı (Elegia per Metin Altıok). Al poeta è dedicato un prestigioso premio letterario a cadenza annuale.

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