Açık Radyo: la radio aperta alle voci di Istanbul

in Suoni

Bertolt Brecht nel 1932 scriveva: “la radio potrebbe essere il più raffinato apparato di comunicazione possibile nella vita pubblica, una complicata rete di tubi. Lo sarebbe se sapesse come ricevere e come trasmettere, come permettere agli ascoltatori di parlare e allo stesso modo di ascoltare, come indurre alla relazione piuttosto che all’isolamento. Per questo la radio dovrebbe astenersi dal soddisfare il business e organizzare gli ascoltatori come fruitori. Ogni tentativo da parte della radio di dare un carattere pubblico alle pubbliche occasioni è un passo nella direzione giusta”. Ecco, questo è quanto ha dimostrato di fare Açık Radyo (Radio Aperta), una stazione radiofonica indipendente di Istanbul che trasmette sulla frequenza 94.9 dal 1995.

La fondazione di Açık Radyo si pone in linea con numerose attività e iniziative portate avanti da alcuni intellettuali turchi che, fin dalla seconda metà degli anni ’80, si sono coordinati nella fondazione di progetti volti alla responsabilizzazione e alla partecipazione sociale. La messa al bando di tutte le attività politiche a seguito della durissima repressione del colpo di stato del 1980 ha costretto infatti molti degli intellettuali, che precedentemente erano affiliati a gruppi politici, a ripensare alle proprie strategie d’azione collettiva. L’editoria, l’attivismo civile, le manifestazioni, le petizioni di denuncia che fiorirono in questi anni hanno permesso la nascita di un diverso modello di cultura critica. Questo nuovo clima culturale ha avuto il merito di introdurre nel paese discorsi incentrati in particolar modo sulle problematiche identitarie, sui diritti umani, sull’ambientalismo e sulle questioni di genere. Anche grazie alle numerose iniziative, che diventarono negli anni a seguire sempre più popolari, è stato possibile riflettere su una diversa esperienza nell’impegno politico che si istituiva principalmente sulla messa in discussione dell’apparato stato-centrico della Turchia a favore della promozione di una società pluralista.

Açık Radyo nasce da un’idea di Ömer Madra, intellettuale molto noto in Turchia, che raccolse intorno a sé 92 azionisti, la maggior parte dei quali rappresentanti del milieu culturale della sinistra turca. Il supporto di questi intellettuali, che misero a disposizione il proprio capitale culturale nella ideazione dei diversi programmi, ha garantito alla radio un’alta qualità d’informazione, talvolta complessa nelle sue discussioni, ma attiva e resistente. L’idea della radio nasce quindi dalla volontà di dare voce a tutte quelle iniziative che si stavano diffondendo nel paese con l’obiettivo di creare una rete mediatica che si ponesse a difesa del pensiero libero e della libera espressione. Infatti lo scopo di questo progetto era quello di proporsi come strumento di emancipazione culturale, per la costituzione di una coscienza critica che permettesse al singolo individuo di sviluppare dei metodi di analisi e resistenza al pensiero dominante. Açık Radyo diede voce, fin dai primi anni ‘90, al primo programma sull’omosessualità, % 100 GL, (chiuso dalla RTÜK [1] dopo un anno e mezzo di trasmissioni), ai movimenti femministi, alla letteratura curda e a quella armena, restituendo la prova di una vivacità sociale che ha avuto sempre grandi difficoltà nell’acquisizione dei propri diritti. Questo obiettivo viene perseguito ancora oggi dopo 22 anni di attività, attraverso un format semestrale strutturato intorno ad una varietà di programmi settimanali, circa 130, che si occupano d’informazione, di cultura e della promozione e presentazione dei vari progetti istituiti sul territorio.

Açık Radyo è un’iniziativa indipendente e continua a mantenere la sua libertà dalle dinamiche governative e economiche grazie al lavoro volontario degli editori, agli sponsor e al sostegno degli ascoltatori. Oltre a “Açık Gazete” e “Açık Dergi”, uniche due rubriche quotidiane del palinsesto, gli altri programmi vengono mandati in onda una volta alla settimana con una durata che può variare da trenta minuti a un’ora e con un rinnovo semestrale dipendente dalla volontà dei singoli editori di continuare o meno il proprio programma. Dalla musica, alle performance teatrali, dal giornalismo alla lettura di romanzi e novelle, dai numerosissimi ospiti internazionali ai bambini, Açık Radyo assicura un palinsesto ricchissimo, intorno al quale gravitano pubblicazioni, esibizioni, eventi. I discorsi proposti in radio ricalcano i conflitti, le contraddizioni, le mobilitazioni e le speranze del più ampio panorama culturale e sociale del quale vuole testimoniare la complessità, restituendo così la fotografia di una società sempre più spesso invisibile nei media mainstream. Negli anni la radio ha inoltre raccolto e catalogato in preziosissimi archivi una grande quantità di materiale sonoro nel quale sono raccolte quelle memorie personali e collettive che troppo spesso vengono negate dalla Storia ufficiale ma che continuano caparbiamente a lottare per il loro riconoscimento.

Nel clima di estrema censura alla libertà d’informazione in Turchia, Açık Radyo continua a portare avanti il proprio lavoro dando un taglio culturale a quella politica che troppo spesso procede in termini aggressivi di attacco e difesa. Dal sito http://acikradyo.com.tr è possibile seguire i programmi in diretta streaming. In 22 anni di trasmissioni ininterrotte, più di 1.200 collaboratori hanno lavorato alla creazione di 1.100 programmi, contribuendo a sviluppare la struttura narrativa del progetto. Al di là, quindi, di una diffusa percezione nostalgica e naif, la radio può rappresentare tutt’ora uno strumento politico di costruzione dell’immaginario collettivo. (cds)

 

 

[1] Fondato nel 1994, il RTÜK (Radyo ve Televizyon Üst Kurulu) è un’agenzia di Stato che lavora per la sorveglianza e il controllo delle trasmissioni radio-televisive e dell’aderenza dei loro messaggi ai codici morali e ai valori del paese. Il RTÜK prende regolarmente provvedimenti contro giornalisti e capo editori che possono andare dalla sanzione, alla sospensione temporanea o definitiva del programma.

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